Operazione “anti maranza” a Piacenza. 45 giovani colpiti da Daspo

Da novembre alcuni di loro avevano partecipato a rapine, risse, estorsioni oltre a svolgere attività di spaccio. Diciannove sono già stati denunciati nei mesi scorsi. Non potranno più frequentare alcune aree della città

Dopo alcuni mesi di indagini svolte dalla polizia in seguito a risse ed aggressioni avvenute in centro a Piacenza, stamane sono scattate perquisizioni a tappeto in tutta la città ed anche a Pavia. 45 giovani e giovanissimi residenti o domiciliati nella nostra città sono stati colpiti da Daspo e non potranno più frequentare alcune aree del capoluogo. Si tratta di dieci italiani, cinque italiani di seconda generazione, due comunitari e 28 extracomunitari. Uno risultava residente a Pavia ma di fatto era domiciliato nella nostra città. Per questo motivo è stato richiesto il supporto della locale squadra mobile. Il ragazzo di 21 anni ha ricevuto un provvedimento in base al quale non potrà fare rientro nel territorio della nostra provincia per i prossimi tre anni (art.1 Dlgs. 159/2011)

Tutto era partito da  episodi avvenuti verso la fine dello scorso anno ed in particolare da tre risse, alcune aggressioni a danni di ragazzi ed una contro un esercente che si era rifiutato di farli entrare nel proprio  locale ed era stato assalito dal branco, riportando lesioni.

In occasione di un’altra rissa, gli arredi esterni di un altro locale (sedie e panche), erano stati utilizzati quali armi improprie e scagliati contro gli avversari.

Le indagini erano state avviate dalle Volanti intervenute sul Facsal, in piazzale Genova, sul tratto finale del Corso (dal Dolmen al Facsal), in via IV Novembre e in via Negri (in quest’ultimo caso per droga). Da questi episodi erano scaturite diciannove denunce per reati vari, dalla rapina alla rissa, dalle lesioni all’estorsione per finire con lo spaccio di hashish ma anche di cocaina, elemento che gli inquirenti definiscono “inquietante” vista la giovane e giovanissima età dei ragazzi coinvolti. Sei dei denunciati sono minorenni.

La Squadra Mobile ha visionato telecamere di videosorveglianza, ha interrogato vari testimoni ed ha tenuto monitorate le zone a cavallo fra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. Che qualcosa “bollisse in pentola” era emerso nella conferenza di fine anno, quando il questore aveva lasciato intendere che i suoi uomini stessero lavorando su episodi legati a gruppi di giovanissimi.

Allora come oggi il dottor Ivo Morelli ha sottolineato che non si può parlare di “gang” organizzate nel vero senso della parola, con strutture verticistiche, capi a cui rispondere, business illegali strutturati. In questo caso è più corretto parlare di gruppi di ragazzi accomunati da alcuni interessi, come ad esempio quello per determinati generi musicali. Insomma quelli che vengono giornalisticamente definiti maranza. Se non sono stati identificati veri e propri capi la polizia ha comunque individuato alcune figure di riferimento, un maggiorenne ed un minorenne. Il tentativo di questi giovani era comunque quello di “conquistare” il territorio usando anche atteggiamenti violenti, frasi volgari e sfidando apertamente altri giovani, alla ricerca continua dello scontro.

I “maranza” si sentivano di fatto impunibili per le loro azioni, visto il clima di terrore creato tra i coetanei. Uno dei principali indagati, avendo saputo che poteva esserci un’indagine a suo carico – a seguito di un’aggressione – si era presentato spavaldo in questura pretendendo di avere informazioni in materia.

Tra l’altro proprio oggi cade la giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo e la data scelta per far scattare le perquisizioni il vuole probabilmente anche essere anche un monito nei confronti di giovani che hanno scelto di imboccare strade di illegalità.

All’alba, come si diceva, sono scattate varie perquisizioni nelle abitazioni ed anche in una comunità di accoglienza per minori non accompagnati dove risiedevano sei ragazzi, fra cui due già oggetto di denuncia. I poliziotti che hanno agito di concerto con gli assistenti sociali hanno anche scoperto che uno dei presunti minorenni in realtà aveva già ampiamente superato i diciotto anni e dunque non avrebbe dovuto risiedere nella struttura. Sono state trovate armi improprie come catene, tirapugni, aste metalliche, oltre a qualche coltello, una ventina di grammi di droga e alcuni monopattini elettrici.

Sono stati utilizzati agenti in forza alla questura di Piacenza (Mobile e Volanti), un’unità cinofila proveniente da Milano nonché uomini del Reparto prevenzione e crimine di Reggio Emilia.

Sei ragazzi, che avevano avuto un ruolo secondario, sono stati raggiunti da provvedimenti più tenui, i cosiddetti avvisi orali (art.3 Dlgs. 159/2011).

Sei giovani fra i 19 ed i 28 anni (tre comunitari e tre extracomunitari) già denunciati per reati legati allo spaccio di stupefacenti, hanno ricevuto un Daspo con il divieto di frequentare determinate zone (Art. 13 comma 1 dl. 14/2017).

Infine al numero più consistente di giovani, ben 32, è fatto divieto di frequentare alcuni pubblici esercizi dove si sono verificati i sovra citati episodi. (Art. 13 bis comma 1 dl. 14/2017). Fra loro anche 9 minorenni. Dieci di loro sono comunitari, 22 extracomunitari.

L’età dei giovani coinvolti va dai 16 ai 30 anni. Chi non rispetterà i divieti del questore rischierà fra i 6 ed i 18 mesi di carcere e una multa da 10 mila a 24 mila euro.

I minorenni sono, almeno formalmente, studenti mentre i maggiorenni risultano tutti senza occupazione stabile.

E’ stato anche realizzato un “album fotografico” distribuito a tutte le forze dell’ordine che potranno così facilmente individuare le eventuali violazioni.

Secondo la questura il gruppo “principale” era costituito da 20, 25 persone a cui si aggiungevano altri gruppi minori.

Durante la conferenza stampa è stato sottolineato come i provvedimenti da un lato restituiscono vivibilità al centro storico e dall’altro possono esser, per i giovani coinvolti, un’occasione per ricostruire la loro integrazione.

in totale gli anni di Daspo che hanno colpito i 45 giovani ammontano a 65.

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