«Papa Pacelli salvò moltissimi ebrei»

Presentato al PalabancaEventi il volume di Johan Ickx, uno dei massimi esperti delle vicende del Vaticano, sul ruolo di Pio XII nella seconda guerra mondiale

Johan Ickx è uno dei massimi esperti mondiali delle vicende del Vaticano tra la prima e la seconda guerra mondiale e in particolare del pontificato di Pio XII. È tra i più rinomati archivisti e storici della Santa Sede. Attualmente è direttore dell’Archivio Storico della Sezione per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali della Segreteria di Stato della Santa Sede. Ospite della Banca di Piacenza al PalabancaEventi, ha presentato le tesi espresse nel suo ultimo libro edito da Rizzoli: “Pio XII e gli Ebrei. L’archivista del Vaticano rivela finalmente il ruolo di papa Pacelli durante la seconda guerra mondiale” (Rizzoli-La grande storia). All’evento erano presenti il vescovo mons. Adriano Cevolotto, la principessa Giorgia Pacelli Carolei e Marcantonio Pacelli, principe e nipote di Sua Santità. A fare gli onori di casa, per la Banca, il vicedirettore generale Piero Boselli.

Sulla base dei documenti resi recentemente disponibili alla consultazione per volontà di Papa Francesco, è stato possibile controbattere definitivamente alle accuse «infondate e infamanti» a Eugenio Pacelli. Secondo i detrattori le colpe di Pio XII erano gravi: silenzio sulla tragedia degli ebrei e addirittura collaborazionismo. Ickx ha smontato meticolosamente, fatti e documenti alla mano, i pilastri fondanti delle accuse. A Piacenza, in dialogo con Augusto Bottioni, consigliere dell’Isrec, ha tenuto una vera e propria lectio magistralis sul tema, durante la quale ha proiettato numerose diapositive con nuovi documenti che hanno ulteriormente confermato e approfondito i contenuti del libro e ristabilito la verità. Il volume, un rigorosissimo saggio di storia basato sui documenti degli archivi, si legge agevolmente in quanto strutturato come una serie di racconti, alcuni dei quali struggenti. Viene evidenziato un alacre operato del Vaticano per aiutare gli ebrei e i perseguitati, svolto attraverso azioni umanitarie e di intelligente attività diplomatica, fino a sviluppare anche servizi di intelligence e addirittura complesse, ardite operazioni di salvataggio. Una strategia volta a massimizzare il numero delle vite umane salvate. Come si legge nel volume “il Bene non fa rumore, il rumore non fa il Bene”. Addirittura vennero creati, appositamente, due uffici annessi alla Segreteria di Stato, fortemente voluti da Pio XII, operativi 24 ore su 24, che si interessavano delle specifiche problematiche, che analizzavano ogni singola richiesta di aiuto e fornivano ogni possibile risposta. Il “Bureau”, che lavorò attraverso alcune figure di primissimo piano come i futuri Pontefici Paolo VI e Giovanni XIII, salvò moltissimi ebrei. Nessun altro ministero a livello internazionale promosse un organismo così specifico per l’aiuto alle vittime del nazifascismo. Dopo la guerra numerosi politici e personalità influenti, anche del mondo ebraico, elogiarono l’operato della Chiesa e di Pio XII. Durante la guerra fredda, per ovvi motivi, molti si dimenticarono di tutto questo. La campagna diffamatoria dei Soviet nei riguardi della Chiesa cattolica, trovò il suo culmine nell’opera teatrale “Il Vicario” e con la diffusione della “leggenda nera”. Il libro, ristabilendo autorevolmente quella che fu la realtà storica, smentisce e sbugiarda, in modo decisivo, anche le artificiose e infondate ricostruzioni di quel periodo. Pio XII può essere quindi indubbiamente riconosciuto come il “Papa dell’Umanità sofferente”.

 

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