Il Festival delle Scuole, l’apertura a Palazzo Gotico con 500 studenti

La seconda giornata del Festival del Pensare Contemporaneo, a Piacenza fino al 24 settembre, si è aperta nel Salone Monumentale con ragazzi provenienti da scuole di tutta Italia

La seconda giornata del Festival del Pensare Contemporaneo, a Piacenza fino al 24 settembre, si è aperta nel Salone Monumentale di Palazzo Gotico con la partecipazione di più di 500 studenti provenienti da scuole di tutta Italia, accompagnati da docenti e dirigenti scolastici. Lorenzo Micheli, curatore del Programma Education, ha ricordato che il Festival prevede 100 ore di formazione per studenti e docenti e coinvolge 30 delegazioni scolastiche, per oltre 500 presenze.

In apertura non è mancato il saluto del sindaco Katia Tarasconi, che ha invitato i ragazzi alla partecipazione, a farsi sentire, “perché questo Festival è il vostro”, così come di Mario Magnelli, presidente del Comitato promotore del Festival, che ha aggiunto: “il bisogno di cultura è un bisogno primario che non può rimanere insoddisfatto”. Nasce così l’idea di creare momenti di partecipazione attiva che accompagnino tutta la durata della kermesse.

La conduzione di Lorenzo Micheli ha da subito coinvolto gli studenti, chiamati a partecipare attivamente rispondendo ad alcune domande interattive e associando ad ognuna delle 4 storie presentate dai relatori un colore fra rosso, blu, verde e bianco. Inoltre, grazie all’intelligenza artificiale (AI) sono state prodotte in tempo reale quattro immagini associate ai vari colori, opere d’arte collettive che rappresentassero visivamente gli interventi. Le quattro storie hanno dunque cercato gli strumenti per leggere il futuro, “la meta più importante della nostra vita”.

Il primo intervento ha visto protagonista Alessandro Fusacchia, curatore del Festival, che si è concentrato sul capire cosa significhi per noi “Contemporaneo” in un periodo storico in cui il progresso assume un significato diverso dal passato: accelerazione e immaterialità, disastro e orientamento sono state le parole guida.

Simona Gallese, Communication Officer UNESCO WWAP, è intervenuta sul tema della conservazione delle risorse idriche, raccontando la sua passione per la cooperazione internazionale a supporto dei Paesi in via di sviluppo e il suo impegno nelle attività del Programma per la Valutazione delle Risorse Idriche Mondiali (WWAP), localizzato a Perugia.

L’intervento di Massimiliano Ventimiglia, founder e CEO di Onde Alte, si è aperto con una domanda: guidare il futuro o essere guidati? La relazione con l’AI “cammina su una linea sottile fra opportunità e incertezza” e dovrebbe controllare la tecnologia affidandole il ruolo di copilota. Se infatti oggi siamo nel mezzo di una rivoluzione segnata dall’avvento di ChatGPT, “serve la migliore umanità di cui siamo capaci per poter sfruttare le tecnologie straordinarie che stanno avanzando”.

Come quarto e ultimo ospite è intervenuta Paola Nicolin, direttrice artistica di XNL. Il verbo guardare è stato al centro di questa storia, inteso come azione non neutra, ma influenzata dal luogo e dalle persone con cui si guarda. Attraverso una selezione di libri, si è dunque parlato di che cosa significhi guardare l’arte nel contemporaneo.

Seguendo quindi gli stessi filoni tematici degli interventi, sono stati presentati i quattro laboratori (Immaginare il contemporaneo, Cambiamenti climatici e acqua #waterhack, A scuola con intelligenza… artificiale, La scuola all’aperto incontra l’arte) che hanno preso avvio oggi negli spazi di Palazzo Farnese, dove alle 18.30 si è tenuto il concerto dell’orchestra Cinquequarti formata dagli studenti del Quarto Circolo Didattico di Piacenza. Seguiranno altri eventi e laboratori lungo le giornate di Festival, come da programma consultabile sul sito nella sezione dedicata.

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