La Banca di Piacenza inaugura la nuova filiale di Modena

«Portiamo qui il nostro modo di fare banca con un servizio alla clientela personalizzato e rapido»

La Banca di Piacenza ha inaugurato stamattina, 5 ottobre, la nuova filiale di Modena aperta in viale Ciro Menotti 92. Alla partecipata cerimonia sono intervenuti, tra gli altri, il vicesindaco della città emiliana Giampietro Cavazza (nel suo saluto ha posto l’accento sul carattere popolare dell’Istituto di credito e citato tre parole chiave: prossimità, fiducia e denaro, «che non può essere un fine ma uno strumento»), il presidente dell’Amministrazione provinciale Fabio Braglia, il comandante della Compagnia Carabinieri di Modena cap. Luca La Verghetta, Carla Benedetti di Confindustria ceramica, la docente Elisabetta Gualandri, in rappresentanza dell’Università di Modena (che ha portato il saluto del rettore, rimarcando che «abbiamo bisogno di educazione finanziaria e per una banca dinamica come la vostra penso sia un aspetto da coltivare con attenzione. L’Unimore su questi temi è a disposizione»), Bruno Migliorini, responsabile finanziario Ceramiche Moma e alcuni clienti.

Per la Banca hanno preso la parola il direttore generale Angelo Antoniazzi, che ha portato il saluto del presidente Giuseppe Nenna, impossibilitato ad intervenire in quanto impegnato a Roma ad un incontro presso l’Abi-Associazione bancaria italiana, di cui è stato di recente nominato consigliere (dopo aver ricordato la storia dell’Istituto di credito lunga 87 anni, il direttore Antoniazzi ha snocciolato qualche dato sulla Banca, che ha definito «territoriale e interprovinciale»: 55 filiali distribuite in 8 province, 310 milioni di patrimonio, circa 125mila clienti e 87mila rapporti di conto corrente, 2 miliardi e 300 milioni di impieghi, 6 miliardi e 200 milioni di raccolta totale.

«La nostra forza – ha affermato – è soprattutto nella capacità di rendere ai clienti un servizio personalizzato e rapido; e nella nostra azione quotidiana non dimentichiamo mai i principi del credito popolare, avendo grande attenzione alla solidarietà») e il vicepresidente Domenico Capra, che ha annunciato la consegna – avvenuta al termine della cerimonia d’inaugurazione – delle somme raccolte dalla Banca con la sottoscrizione promossa a favore della popolazione alluvionata. I fondi sono andati al Comune di Ravenna (rappresentato dal vicesindaco Eugenio Fusignani) per il rifacimento di Piazza Italia nella frazione di Savarna, colpita dal tornado di luglio; al Comune di Solarolo (presente il vicesindaco Nicola Dalmonte), per l’acquisto di un mezzo in favore dell’Associazione volontari Solarolo mons. Giuseppe Badini; alla Provincia di Modena (rappresentata dal presidente Braglia), che destinerà la somma per migliorare la viabilità nei comuni pedemontani colpiti dalle frane. Ad ognuno dei tre enti sono andati 15mila euro («Siete partiti con il piede giusto», hanno affermato i destinatari dei fondi raccolti).

La nuova filiale si sviluppa su una superficie di oltre 200 metri quadrati al piano terra e locali archivi al piano interrato in una unità immobiliare di proprietà; è collocata in un edifico con ottima visibilità su uno dei viali principali delle città, dotato di parcheggi in prossimità. La dipendenza si compone di 5 uffici, una zona cassa/back office, servizio di cassette di sicurezza e area self service con Bancomat evoluto, dotato di funzione versamento. La filiale è gestita da quattro dipendenti. Lo sportello è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.20 alle 13.20 e dalle 14.30 alle 16 (al pomeriggio si effettuano solo servizi di consulenza).

La filiale è stata realizzata con il coordinamento dell’Ufficio tecnico della Banca (ing. Roberto Tagliaferri), la direzione lavori è stata seguita dallo studio del geometra Alessandro Lucenti di Sassuolo e la direzione artistica è stata affidata all’arch. Carlo Ponzini (gli uffici sono stati progettati con l’intento di renderli il più confortevoli possibile. Come? Partendo dalla cultura della luce. Separare senza dividere, dunque, creando fluidità e funzionalità. Grazie alla progettazione di una lunga parete di vetro strutturata a tutta altezza, in posizione quasi baricentrica dello spazio studio, si è riusciti a sfruttare la luce in modo che al tempo stesso unisca e separi gli spazi). La progettazione ha posto particolare attenzione al benessere termico ed acustico e all’accoglienza della clientela.

Con il vicepresidente e il direttore generale, erano presenti per il popolare Istituto di credito il vicedirettore generale Pietro Boselli, la responsabile della Direzione rete Elisabetta Molinari, il responsabile della Direzione crediti Lodovico Mazzoni, il responsabile della Direzione personale Francesca Michelazzi, Il responsabile del Coordinamento dipendenze sviluppo Francesco Passera, Roberto Tagliaferri, responsabile dell’Ufficio Economato e sicurezza. Ha fatto gli onori di casa il responsabile della filiale Elena Gasparini.

L’arcivescovo emerito di Ravenna mons. Giuseppe Verucchi ha portato i saluti del vescovo di Modena Erio Castellucci e benedicendo i locali ha sottolineato alcune note positive dell’arrivo nella città emiliana della Banca di Piacenza: «Intanto oggi parliamo di un’apertura, mentre si sentono evocare solo chiusure; poi ho sentito che siete in espansione: allora vi auguro di guadagnare e di far guadagnare anche i clienti. Infine, ho con piacere ascoltato la parola solidarietà; ancora, cercate sempre di svolgere il vostro lavoro sì con professionalità, ma anche con il sorriso»).

La nuova filiale di Modena rientra in una più ampia strategia di crescita messa a punto dal Consiglio di amministrazione della Banca che ha già visto l’apertura della filiale di Pavia (che sarà inaugurata il prossimo 12 ottobre) e prevede lo “sbarco”, entro la fine dell’anno, a Reggio Emilia.

Presenza sul territorio, vicinanza alla clientela, sostegno alla comunità: questi gli elementi che caratterizzano Banca di Piacenza. E l’apertura di questa nuova filiale in un territorio imprenditorialmente fiorente, non fa che valorizzare il modo di fare banca di una realtà locale (e popolare) che ha come primo obiettivo quello di essere utile ai territori di appartenenza.

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