Annullamento gara di handbike: le scuse di Comune ed organizzatori e la rabbia degli atleti

Si sfogano sui social i corridori paralimpici che scrivono "Quello che avete fatto oggi non è degno di una città che si ritiene inclusiva come la vostra"

Non si placano le polemiche per l’annullamento della 6° tappa nazionale del Giro d’Italia Handbike che avrebbe dovuto svolgersi questa mattina e che è stata cancellata, dopo due partenze rinviate, per mancanza di volontari a presidiare il percorso.

E’ sufficiente un giro sui social per raccogliere la rabbia di atleti, parenti  e sostenitori della disciplina paralimpica.

Uno di loro scrive: «Giro HandBike Piacenza: incredibile!!! Atleti e squadre pronti… Percorso pronto… … partenza posticipata… poi ancora… ed ancora… poi qualcuno si accorge che l’organizzazione si è scordata di chiamare i volontari… “non ci prendiamo questa responsabilità” dicono…
Intanto chi si è preparato per due settimane, chi ha prenotato l’albergo, chi ha fatto un viaggio apposta per questa gara che fa? Beh… Arrivederci e grazie a tutti!!! Complimenti al Comune di Piacenza. Ottimo lavoroChe dire… Tristezza.  o incazzatura?»

Simili le considerazioni della compagna di un’altro atleta «Gara giro d’Italia handbike a Piacenza annullata per NON garantita messa in sicurezza del percorso per mancanza volontari….(pari a zero) ora mi chiedo: ma il comune di Piacenza con i suoi amministratori che da un anno si è preparato per questa tappa, se ci fosse stato il giro d’Italia normodotati avrebbe provveduto a non fare questa toppata figura di ???…..no perché se così fosse ricordatevi di leggere bene il significato di inclusione e sport prima di avere il coraggio di parlarne al prossimo Consiglio Comunale ….questa giornata per tutti gli atleti che si sono presentati anche da paesi lontani come la Slovenia è stata veramente una mancanza di rispetto e segno di discriminazione per chi, tutti i giorni come fanno questi ragazzi, si allena e si sente un “normale agonista” !!! che tristezza….»

Altrettanto amareggiata un’altra concorrente: «Oggi tutti gli Atleti, che si sono presentati a Piacenza per disputare la 6° tappa del Giro d’Italia Handbike, arrivati anche da altri Stati, hanno ricevuto un colpo al cuore, una doccia fredda. Dopo aver rinviato per 2 volte la partenza, la gara è stata annullata, non ci crederete ma mancavano i volontari (dopo un anno di preparativi) per mettere il percorso in sicurezza. Ora, magari il comune di Piacenza ha creduto che noi ATLETI, essendo disabili, magari ci dilettiamo e ci divertiamo ad andare in giro a fare scampagnate, che siamo messi talmente male che ci accontentiamo di fare una gita, beh, CARO COMUNE DI PIACENZA ti svelo un segreto, non è così! NOI SIAMO ATLETI, DAL PRIMO ALL’ ULTIMO, AL PARI DI TUTTI GLI ALTRI. Quello che avete fatto oggi non è degno di una città che si ritiene inclusiva come la vostra, e sono dispiaciuta sia per gli organizzatori del Giro, che posso solo immaginare cosa hanno provato, che per tutti noi, che ci siamo sentiti sminuiti. Se volete chiedere scusa fatelo, ma non peggiorate la situazione, già molto grave, dicendo eresie. La nostra unica grande fortuna è che per città come Piacenza, si contrappongono altre che ci accolgono come si deve, e sono la maggioranza.
Scusate se mi sono dilungata ma queste cose non possono e non devono essere taciute».

In serata è arrivata una nota ufficiale di scuse del Comune

«Il Comune e Federciclismo, insieme, si scusano con gli atleti e con la cittadinanza per l’annullamento all’ultimo minuto della tappa piacentina del Giro d’Italia Handbike che era in programma questa mattina con partenza alle 11 dal Pubblico passeggio.

La presidente del Comitato provinciale di Piacenza della Federazione ciclistica italiana Barbara Barbieri e l’assessore allo Sport Mario Dadati si assumono la responsabilità del mancato raggiungimento del numero adeguato di volontari da adibire alla sicurezza stradale sul percorso cittadino che gli atleti avrebbero dovuto affrontare.

Il reperimento e la gestione dei volontari in questione, in virtù degli accordi presi, erano in capo a Federciclismo che tuttavia, per gravi e imprevedibili problemi personali che purtroppo hanno coinvolto i vertici del Comitato, non è stata in grado di garantire questa mattina la presenza del personale volontario concordato».

«Mi dispiace enormemente per l’accaduto – afferma la presidente Barbieri -, eravamo pronti e avevamo già ottenuto l’adesione di tanti volontari. Sfortunatamente, per una serie di eventi imprevedibili e per un disguido di comunicazione, non siamo riusciti a garantire la presenza adeguata».

«Mi assumo tutta la responsabilità per il mancato controllo e per il problema di coordinamento che purtroppo si è verificato – dice l’assessore Dadati – Sono sinceramente dispiaciuto per l’annullamento di un evento sportivo a cui personalmente tenevo molto. Chiedo scusa agli atleti, agli appassionati, ai tifosi e ai piacentini».

L’assessore invita gli atleti delusi al Festival del Pensare Contemporaneo

Ma proprio l’assessore Mario Dadati è al centro di un’altra polemica alimentata da un video che gira su WhatsApp ed in cui si sente una persona di una società di handbike interloquire con l’assessore e dirgli «Mi scuso come società italiana con gli atleti stranieri».  

L’assessore evidentemente interrotto riprende la parola e ribatte «Posso finire? Alla tua domanda in questo momento non so rispondere, mi informerò e ti risponderemo, posso dirvi che abbiamo messo in standby la cosa e ci siamo promessi di riproporla con altre condizioni».

Mentre uno degli astanti, interpretando il sentire di molti,  commenta «ma noi non verremo» l’assessore allo sport del comune di Piacenza prosegue con un invito che lascia un po’ tutti perplessi  «Per salvare la giornata – so che la delusione è grande e non potrà andare via – vi posso suggerire una cosa: oggi a Piacenza c’è l’ultima giornata del Festiva del Pensare Contemporaneo …..».

Pensare che ad un atleta paralimpico preparatosi con dedizione e fatica, per settimane, ad una competizione annullata per problemi organizzativi possa interessare qualcosa del Festival del Pensiero Contemporaneo è quantomeno ingenuo ed infatti non sembra che l’alternativa sia stata particolarmente apprezzata dagli atleti.

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1 commento

  1. Anche perché l’eventuo è saltato proprio a causa di questo festival. Per dar spazio ad un “pensiero contemporaneo”. Bel pensiero peraltro. Che io e molti altri (molti più di quanto pensiete) non condividono affatto.

    Una vera vergogna, ma è letteralmente lo specchio del pensiero dello schieramento tutto dei soggetti coinvolti in questa figuraccia.

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