Peste suina africana. Un appello dalle aziende piacentine per far fronte all’emergenza

Chiedono interventi urgenti per salvare gli allevamenti dall’Emergenza Peste Suina Africana

Una lettera firmata congiuntamente da circa una trentina di aziende suinicole piacentine è stata inviata via pec oggi alle Istituzioni. Lo rende noto Confagricoltura Piacenza che ha avvallato la missiva evidenziando tuttavia come la proposta sia giunta spontaneamente e trasversalmente dagli allevatori del territorio a fronte di una situazione che si fa sempre più grave.

Le richieste sono state indirizzate al Prefetto di Piacenza Giuseppe Alfredo Ponta; al presidente della Regione Emilia – Romagna Stefano Bonaccini; all’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi; al direttore generale del settore Agricoltura caccia e pesca della Regione Valtiero Mazzotti; alla presidente della Provincia di Piacenza Monica Patelli e a tutti i comuni della provincia di Piacenza.

“Le aziende suinicole operative nella provincia di Piacenza, sottoscrittrici di questo documento – si legge nella missiva – sono estremamente preoccupate per la diffusione incontrollata della PSA nel selvatico e sono a rilevare quanto segue: (omissis) la PSA continua a diffondersi e recentemente è stata riscontrata in diversi cinghiali anche nella provincia di Piacenza, motivo per il quale la Commissione europea ha designato oltre l’80% dei comuni piacentini zona di protezione. Il timore che l’epidemia possa allargarsi presso il distretto di “Langhirano”, snodo cruciale dei prosciutti DOP è indiscutibilmente realistico”.  “Abbiamo dotato le nostre aziende dei necessari requisiti di biosicurezza rafforzata per poter continuare l’attività” – rilevano gli allevatori che ricordano come la Psa non sia una malattia trasmissibile all’uomo, ma abbia conseguenze letali per i suidi. “I rischi sono enormi per tutta la filiera. L’allargamento delle aree di infezione – proseguono – comporterà l’abbattimento di decine (centinaia?) di migliaia di suini allevati e la conseguente chiusura di numerosissime aziende, per molte delle quali sarà improbabile la riapertura, con forti impatti negativi sull’occupazione.  (omissis). Per queste ragioni, unitamente al senso di responsabilità nei confronti di tutti i nostri dipendenti e delle aziende che saranno inevitabilmente coinvolte, avvertiamo la forte necessità di chiedere a tutti quanti in indirizzo il massimo sforzo per fermare l’avanzare di questa malattia”.

“Tra le richieste – spiega Giovanna Parmigiani presidente della sezione carni suine di Confagricoltura Piacenza – c’è la proposta di decretare lo stato “calamità – emergenza” da parte della Regione congiuntamente alla richiesta, potremmo dire disperata, di prevedere interventi straordinari come altri Paesi europei (Francia, Belgio, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Germania) hanno già attuato con positivi risultati. Anche il modello di contenimento della provincia di Cuneo è uno straordinario esempio di sinergia tra gli attori coinvolti ed ha ottenuto risultati concreti. Questi sistemi sono tutti fondati sulla logica, diremmo ovvia, degli abbattimenti eseguiti in maniera studiata, scientificamente applicati e organizzati in ogni loro fase, modalità e tempistica”.

“Non abbiamo più tempo da perdere! “- scrivono gli allevatori – che propongono la nomina di un Commissario Unico per il coordinamento nel territorio delle varie attività, con poteri decisionali anche in deroga all’attuale ripartizione delle competenze, e piani di abbattimento dei selvatici gestiti dai cacciatori e dalle loro associazioni, anche in deroga alle vigenti normative (calendari venatori), coinvolgendo forze dell’ordine e militari e prevedendo rimborsi economici a capo abbattuto.

“Le previsioni drammatiche secondo le quali il virus potrebbe diventare endemico non devono assolutamente costituire un alibi!   – concludono i sottoscrittori – Né tantomeno possiamo considerare come nella nostra Italia l’unica chance che abbiamo per essere ascoltati e attivare seriamente le Istituzioni sia scendere in piazza con i trattori.  Infine ricordiamo che i costi per l’eradicazione aumentano esponenzialmente ogni giorno che passa. Rinnovando la nostra richiesta di intervento urgente, Invitiamo a non sottovalutare il problema e facciamo appello alle sensibilità individuali nonché, ovviamente, alle responsabilità dei ruoli”.

 

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